Ragusa, eseguito il primo intervento con tecnica “edge-to-edge”

207
E’ stata eseguita ieri, mercoledì 26 febbraio, la prima riparazione percutanea della valvola mitrale con tecnica “edge-to-edge. L’intervento è stato eseguito nel reparto Emodinamica dell’ospedale “Giovanni Paolo II” di Ragusa.
L’intervento, su un paziente di 78 anni, è stato condotto con successo dalla équipe medico-infermieristica della Cardiologia di Ragusa e con il supporto di un team di anestesisti dello stesso ospedale.
L’insufficienza mitralica è la seconda valvulopatia cardiaca più diffusa nel mondo occidentale e comporta gravi conseguenze in termini di morbilità e mortalità per i pazienti che ne sono affetti, spesso fragili e con molteplici comorbidità. Storicamente, il trattamento di riferimento è l’intervento cardiochirurgico. Tuttavia, per i pazienti con un rischio operatorio elevato o le cui condizioni cliniche non lo consentono, una valida alternativa è la riparazione percutanea mini-invasiva con tecnica “edge-to-edge”. Tale procedura si basa sul principio di collegare i due lembi della valvola mitrale mediante una piccola protesi, riducendo così l’area di rigurgito e, di conseguenza, l’insufficienza, con notevoli benefici per i pazienti.
Da oltre dieci anni, la riparazione percutanea viene eseguita di routine nei centri terziari dotati di Cardiochirurgia. Da qualche tempo, anche quelli che ne sono privi hanno la possibilità di effettuare questo tipo di trattamento. “L’esecuzione del primo intervento a Ragusa e il raggiungimento di questo ambizioso obiettivo – spiega il dottor Antonino Nicosia, Direttore dell’U.O.C. Unità Coronarica-Cardiologia-Emodinamica del Giovanni Paolo II – sono l’esito di un percorso formativo che i medici dell’Unità di Cardiologia di Ragusa hanno intrapreso oltre un anno fa grazie alla convenzione stipulata dall’ASP con il Policlinico Universitario ‘Rodolico – San Marco’ di Catania, centro di riferimento nazionale per il trattamento delle valvulopatie. E sono il frutto del lavoro e la dedizione di una intera squadra di cardiologi clinici e interventisti che, al di fuori degli orari di servizio, si sono prodigati per acquisire competenza e professionalità”.
“Dopo aver eseguito numerosi interventi al Policlinico di Catania sotto la supervisione di tutor di calibro internazionale – prosegue Nicosia – il nostro personale ha sviluppato le competenze necessarie per effettuare tali procedure anche nel nosocomio ibleo. A rendere possibile questo traguardo, inoltre, è stata la mirabile collaborazione con il prof. Sorbello e il reparto di Anestesia e Rianimazione, che ha supportato i cardiologi interventisti durante l’esecuzione della procedura. A tutti loro va la mia gratitudine, oltre che alla lungimiranza della Direzione Strategica che ha supportato l’intero iter amministrativo”.